Villa Trissino - Da Porto - Marzotto
La Villa Trissino - Da Porto - Marzotto fa parte del percorso delle Ville Venete ed è ritenuta tra le più belle dimore del settecento vicentino.Le proposte del Muttoni consistevano soprattutto nella creazione di tracciati di viali a livelli diversi, di passaggi coperti e scoperti con l'obiettivo di creare belvedere rivolti ai vari punti dell'orizzonte, giardini pensili in funzione di terrazze panoramiche, ricorrendo a riminescenze di forme orientali nel gioco delle figurazioni floreali e nei pinnacoli al sommo dei pilastri, creando un dialogo spontaneo tra edificio e natura.
Alla morte del Muttoni i lavori proseguirono sotto la guida dell’architetto veronese Girolamo Dal Pozzo, che con geniali soluzioni costruì l’ala ed il cortile “recinto della cavallerizza”.
Il corpo d’ingresso della villa fu terminato nel 1832 con il rivestimento integrale di bugne rustiche in cotto.
All’interno della villa si trovano stupendi arazzi: il ciclo completo delle quattro stagioni e due meravigliose scene di vita agreste, usciti dalla scuola di William De Pannemaker di Bruxelles, datati 1550. Maestosi sono gli arredi e bellissimi gli affreschi di Andrea Porta, che adornano un corridoio, il salotto del caminetto rosso e la grande sala centrale.
La villa superiore è circondata da un incantevole parco, nella cui zona a valle si trova la casa bruciata, una villa con sembianze di castello, ricoperta all'interno da piante di edera. Questa è la villa inferiore, che fu fatta costruire nel 1746. Nel 1841, causa un incendio provocato da un fulmine, l’originaria costruzione andò in parte distrutta.Due anni più tardi, la villa fu ricostruita, sostituendo il frontone triangolare originale con un trofeo e furono innalzate quattro torri merlate agli angoli, che conferiscono alla villa l’aspetto del castello. Intatte come all’origine sono rimaste le due scalinate, le terrazze pensili e il ripiano con al centro la pescheria ottagonale. Molto bella la doppia gradinata che porta alla fontana del Nettuno e alla balaustra, che si affaccia sul grande bosco nel quale si possono ammirare grandi querce, tassi e sequoie secolari. Splendidi i cancelli in ferro battuto presenti nel giardino e il portale d'ingresso, forse opera di Girolamo Frigimelica.
L'ingresso è composto da due colonne singole alle estremità e da due colonne binate al centro ad inquadrare il cancello; negli intervalli due finestre. I fusti delle colonne in stile tuscanico sono bugnati a fasce alterne, coronati da trofei, mentre le finestre sono sormontate da vasi decorativi. L'insieme risulta fantasioso e brillante, reso ancora più prezioso dagli stupendi ferri battuti di gusto raffinatissimo.
Il meraviglioso parco, di circa 20 ettari, è opera di Muttoni, e vi si possono ammirare giardini e scalinate che si alternano a laghetti artificiali, creando una suggestiva atmosfera. I due stupendi giardini all'italiana, separati da una zona boschiva, sono decorati da più di cento statue, per lo più a soggetto mitologico, della bottega del Marinali. Molto suggestivo è il viale dei limoni che dal palazzo padronale conduce al parterre ottagonale. Stupendo è il viale delle ortensie, lungo il quale si incontrano dapprima la camera verde e poi il belvedere con vasti roseti. Splendido anche il Prato verde, un ampio salotto all’aperto contornato da nicchie con statue del Marinali. Al di là del prato, in posizione elevata, si trova la Cavallerizza: raggiungibile attraverso due rampe a chiocciola percorribili dai cavalli e dall’alto attraverso due balconate che partono dai piani alti della villa.
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